giovedì 2 dicembre 2010

SALUTE E SOVRAPPESO

Chi pensa di essere in sovrappeso alzi la mano. La donna media crede di essere grassa anche quando non lo è, ma purtroppo è vero che in Italia obesità e sovrappeso sono aumentati del 10% dagli anni 70 ad oggi.
A livello mondiale il numero delle persone in sovrappeso ha superato quello delle persone denutrite,
quindi il problema assume davvero dimensioni planetarie, tanto che nel mondo anglosassone è stata creata la parola "globesity" , obesità globale!
Noi italiani però sicuramente facciamo eccezione… o no?
A dire il vero, no: secondo l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) un italiano su tre è in sovrappeso (34,2%), pari a 20 milioni di adulti, e uno su dieci è obeso (9,8%) (dati 2001).
Potrebbe essere accettabile avere un po' di pancetta a 60 anni, ma non a 6, ma purtroppo invece addirittura il 20% dei bambini tra i 6 ed i 17 anni è in sovrappeso, con un 4% oltre la soglia dell'obesità!
Nella maggior parte dei casi il peso dei bambini segue quello dei genitori, e questo sottolinea ancora una volta l'importanza dell'esempio nella vita familiare. Bisogna ricordare anche che purtroppo il sovrappeso in età infantile predispone all'obesità ed allo sviluppo di patologie cardiovascolari e diabete in età adulta. Questo potrebbe essere una buona ragione per motivare tanti genitori a mangiare meglio ed avere uno stile di vita più sano. Non dimentichiamo inoltre che l'obesità è un importante fattore di rischio per infarto, ictus, diabete, artrite, addirittura può predisporre allo sviluppo di tumori, quindi sicuramente non è solamente una questione di estetica.
Se le statistiche hanno ragione, gli italiani non sanno più mangiare, o forse la buona vecchia dieta mediterranea non garantisce più i benefici che ha sempre promesso?
Buona la prima: di mediterraneo nella nostra dieta è rimasto solamente il pomodoro, ma non c'è traccia dell'abbondante verdura, dei pasti a base di legumi, o di pane e cipolla, o di pesce, che si paga a peso d'oro: rimangono pasta e pizza, economiche e veloci e ipercaloriche rispetto alla nostra moderna pigrizia.
L'alimentazione troppo ricca di cereali, soprattutto raffinati, è sotto accusa anche del punto di vista della salute.
Studi epidemiologici dimostrano come molte delle malattie dell'era moderna (sovrappeso, diabete, malattie cardiovascolari) siano comparse nelle popolazioni umane in seguito all'adozione dell'agricoltura, soprattutto nelle popolazioni che hanno adottato queste abitudini più di recente. Secondo questi ricercatori, le circa 100 generazioni trascorse dall'inizio dell'utilizzo di cereali come principale fonte di calorie nell'alimentazione moderna non possono essere sufficienti per un adattamento anche genetico a questo cambiamento, e la frequenza di intolleranza al glutine e celiachia potrebbero dare ragione a questa ipotesi.
A questo punto, una buona percentuale di persone penserà che mettersi a dieta potrebbe essere una buona idea.
Ma quale dieta?

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